poco alla volta

Mi sorprende la costanza.

Di solito mi stufo prima, ma invece, questa volta, devo proprio prendere atto della mio ostinazione.

E’ l’ostinazione che contraddistingue la sorda e caparbia volontà del contadino che credevo non mi appartenesse e che, invece, chissà dove stava nascosta dentro di me; eppure esiste.

Siamo in ritardo di tre mesi. E’ come se all’improvviso fosse saltata una intera stagione.  Ci eravamo perfino abituati alla frase “non esistono più le mezze stagioni” assunta a stereotipo di  ovvietà e di frase fatta…. ma mai avevamo visto, effettivamente, che saltasse in modo così evidente una intera stagione.

Le conseguenze sono ben visibili in quello che possiamo chiamare l’ “orto estivo”  che ovviamente nasce in primavera. Non abbiamo avuto i piselli soffocati dalla troppa acqua. LE zucchine, che alla fine sono “entrate in produzione” le abbiamo dovuto seminare ben tre volte. I fagiolini e i fagioli li stiamo seminando solo ora.  Pomodori, melanzane, peperoni stanno in grande ritardo…. Certo, nell’orto di mio suocero, piccolo e ben riparato agli eventi atmosferici, le poche piante sono belle grandi da fare invidia… mentre in pieno campo sono ancora piccole…

ma intanto sta prendendo forma … è un orto in ritardo di almeno due mesi ed è già tempo di semina delle piante invernali…entro metà agosto dovranno essere trapiantate in orto: porri, cavolfiori, broccoli, finocchi, radicchi…. e mentre scoppia il primo caldo non i può che prendere atto di questo strano clima..