Storia dell’azoto: episodio 3 – l’ombra dell’angelo sterminatore

Siamo all’inizio del 1900. La chimica ha fatto passi da gigante. Si conoscono gli effetti benefici dell’azoto sullo sviluppo delle piante, ma non si è ancora in grado di fornire questo elemento in modo che questo possa essere assorbito direttamente dalle radici. Grandi quantitativi di guano vengono importati dal Cile e dal Perù, si bruciano e si trattano le numerosissime carcasse dei bisonti abbandonate nella prateria per affamare le popolazioni degli indiani d’ America, si cerca ogni sistema per aumentare la produzione agricola…Sempre dal Cile arriva il salnitro che viene utilizzato come concime, ma si stima che tra breve finiranno le risorse estrattive di questo minerale.

 Specie la Germania, quella dell’imperatore Guglielmo, vuole cibo. E’una nazione in pieno sviluppo economico e tecnologico: Nel giro di una  trentina d’anni  la popolazione passa da 40 a 65 milioni di abitanti.  E’ la nazione più industrializzata ed avanzata del mondo. E continua a crescere in ogni settore. Ma c’è bisogno di cibo. Specie di cereali.

LA ricerca scientifica della Germania si orienta alla soluzione del problema ed è un giovane professore  di chimica fisica che risolve con determinazione il problema: Lui si chiama Fritz Haber. E’ di origine ebrea ed nato nel 1868. E’ un uomo deciso, spigliato,  dominante. Sviluppa il processo di sintesi dell’ ammoniaca partendo da idrogeno e azoto. Ma non è solo uno studioso. Si rivolge al mondo industriale imponendo il suo punto di vista a chi dubita della possibilità produttiva di un tale processo. Riesce nel suo intento e nel 1911 entrano in produzione i concimi azotati nata dalla sintesi chimica di Haber. Diventa anche molto ricco grazie alle compartecipazioni industriali che riesce a strappare ai produttori. Nonostante il successo, continua la sua ascesa sociale e la sua carriera universitaria. E’ fortemente nazionalista, convinto del destino trionfante dell’impero germanico.

Quando tre anni dopo scoppia la guerra mondiale Fritz si presenta agli stati maggiori tedeschi e si mette a loro disposizione. 

Nella vita privata Haber ha una moglie e un figlio. Si è sposato nel 1901 con Clara, la prima donna tedesca a laurearsi ed ottenere un dottorato in chimica. Lei è una giovane e brillante ricercatrice, ma la nascita del primo ed unico figlio, la costringe a mollare la sua carriera. Inutile dire che la personalità del marito è oppressiva nei suoi confronti.

Siamo nel cuore del conflitto. Haber ha una idea precisa che gli stati maggiori  tedeschi appoggiano e che lui sviluppa con la solita determinazione. Nel gennaio del 1915  nasce la prima unità della Gastruppe, un reggimento inquadrato nei Pionieri dell’esercito tedesco. 

E’ Haber in persona a supervisionare il primo utilizzo massivo di gas tossici durante la prima guerra mondiale. Aprile 1915, battaglia di Ypres, in Belgio. In 5 minuti muoiono 5.000 soldati. Lasciamo perdere la vicenda bellica, ma resta il fatto che per Haber questa è una vittoria personale. Torna a casa per un giorno. Deve recarsi sul fronte russo per dare la sua consulenza sull’uso dei gas tossici  contro l’esercito zarista. Clara, la moglie, non regge la presenza di questo uomo arrogante, prepotente, privo di scrupoli,  Gli prende la pistola di ordinanza e si suicida. La notizia della sua morte non viene diffusa. Al mesto funerale non parteciperà nemmeno Haber che nel frattempo è in viaggio per il fronte russo.

Nel 1918 Haber viene insignito del premio nobel per la scoperta della sintesi dell’ammoniaca. Tra l’altro non è da sottacere  l’utilizzo  dei nitrati nella realizzazione degli esplosivi che tanto ruolo ebbero nello sviluppo dell’industria chimica durante il periodo bellico.

Insomma, ad Haber dobbiamo i concimi, gli esplosivi, ma anche gli insetticidi perché, finita la guerra Fritz si dedicò anche alla battaglia contro gli insetti infestanti. Arrivò fino alla invenzione e produzione lo zyklon b che sarà poi usato anche nelle camere a gas naziste.

Racconto la storia tragica di questo scienziato ( e ce ne sarebbero tante altre da dire) perché essa ci rivela il profondo senso di uno sconvolgimento di prospettiva. Non si tratta solo di disquisire di rapporto tra scienza e potere, di asservimento del sapere agli interessi di questo o di quello.  Forse esiste un nesso più profondo e meno evidente: si tratta di un equilibrio, di una sorta di nesso di casualità le cui connessioni a volte ci sfuggono e si celano.

Certo, l’uso dell’azoto in agricoltura grazie alla scoperta di Haber, ha contribuito enormemente alla produttività, al punto che molti considerano questo processo produttivo una delle scoperte più importanti dell’uomo. Se oggi possiamo sfamare (salvo vicende belliche) ben sette miliardi di persone lo dobbiamo ai concimi azotati. 

Ma questo fatto quali squilibri ha creato?

E siamo proprio sicuri che la crescita della popolazione sia un elemento positivo? Certo lo è per un parametro quale il PIL, ma siamo proprio sicuri che questo parametro sia in equilibrio con il nostro mondo?

Mah, alla prossima!