cibo spazzatura

Esiste una relazione tra reddito e quello che viene chiamato “cibo spazzatura”. Questo secondo una relazione del CNR facente parte di uno studio più ampio finanziato dalla comunità europea. Di questo studio, però, non ho trovato la relazione bensì seno apparse varie agenzie piuttosto striminzite. Notizie abbastanza ridotte eppure la cosa sembrerebbe interessante.

Il fenomeno è abbastanza conosciuto e trova negli USA la sua patria di adozione. Se ti capita di incontrare qualcuno che ha girato le piccole cittadine degli Stati Uniti una delle prime osservazioni che ti racconterà è l’obesità degli abitanti dei centri minori.

La relazione del CNR in qualche modo conferma il sostanziale abbandono della dieta mediterranea e la sua sostituzione con un regime alimentare profondamente ignorante e privo di legame col territorio. Grassi insaturi come base di un cibo fatto di furbizia chimica con un eccesso di zuccheri nascosti in bevande, salse, snack… ma poi trionfo di grassi insaturi nel salumi, nelle patatine fritte, negli hamburger.. e farine super raffinate, iperproteiche e senza scorie… e sale, sale ovunque… per no parlare degli olii di semi… una volta ho visto un filmato dove facevano vedere come in un sacchetto di patatine fritte ci stava quasi un bicchiere pieno di olio di semi, ovviamente di pessima qualità e stracotto… Insomma la fiera dell’orrido alimentare.

Quando vedo una qualche pubblicità di bastoncini findus o di patatine o di quattro salti in padella o di mulini bianchi o di qualche delizia kinder, mi viene da pensare, sconsolato, che nessuno farà mai la pubblicità ad un cavolo, o ad un carciofo, o ad una bieta. Una pubblicità progresso che dica semplicemente… invece che tutte quelle schifezze dolciastre a merenda mangiatevi una mela o una carota…

Macchè! La pubblicità ci associa il Kinder ferrero allo sport, alla famiglia sana, alla natura. Se esistesse una sola parvenza di etica commerciale dovrebbero parlare solo di “trasgressione”. Ma poi, in realtà, una industria come la Ferrero vende prevalentemente giochini a premi, sorprese, raccolte punti e via dicendo… te ne accorgi cercando il sito della Ferrero… si parla prevalentemente di premi, molto poco di nutrizione.

Tutto questo per non parlare di gelati, coche cole, dolcetti vari, creme da spalmare, prodotti surgelati pronti. C’è un qualche rimedio a tutta questa follia alimentare?

in questi giorni dovrebbe essere pubblicato il nuovo regolamento europeo sulle etichettature. Si parla di tracciabilità, di valori energetici, di composizione nutrizionali.

Molte associazioni di consumatori hanno prontamente inneggiato alla trasparenza: finalmente si avrà una tracciabilità dei prodotti…Ma ne siamo effettivamente sicuri? E’ proprio così?

ma una cosa mi spaventa. Secondo la nuova normativa sulle etichette si dovrà indicare anche il contenuto energetico e le percentuali di grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale.

Penso con un qualche sconforto alla mia produzione di conserve e marmellate. Se per la salsa di pomodoro l’indicazione non è necessaria in quanto fatte esclusivamente di pomodoro senza aggiunta di altro, non così avverrà per le mie ottime (un po’ di “sana” autopromozione…!) salse di pomodoro e melanzane… contenuto energetico? percentuale di grassi saturi? carboidrati? oddio! Visto che la mia produzione quest’anno si è limitata ad un centinaio scarso di salse tra quelle con le melanzane e quelle con olive e acciughe, quanto dovrei spedendere di laboratorio per individuare il contenuto energetico e le varie percentuali di grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale?

MA tra il cibo spazzatura e le norme di trasparenza esiste un qualche equilibrio?

voi che ne pensate?