o la borsa o la vita…

Mi sono alzato con un dubbio: e se si decidesse che non si può più speculare in Borsa?

Faccio la domanda a google…Google mi risponde con una sfilza infinita di link. Ah, ecco, mi dico, la mia domanda se la sono posta in tanti! Cerco di orientarmi. Navigo da esperto ed approdo a siti impensabili, mai visti.

Oh, mica siti di pirlotti qualsiasi… gente blasonata, operatori di borsa, esperti di economia, consulenti finaziari… tutta gente con i master al posto giusto (mica dell’università del trota…)

Ed è tutto un susseguirsi di analisi serie, con dati, schemi, diagrammi, prospetti. Debito pubblico? ecco qua, guarda che roba…. guarda gli USA che salto hanno fatto in dieci anni…. stanno percentualmente messi peggio di noi.. e il debito composto, quello fatto del debito pubblico più debito privato? Ostrega! che disastro…. il Giappone supera tutti… ma poi ci stanno gli States, e l’Impero Britannico, e la Corea …. l’Italia sembra messa neanche male e subito dietro di noi ci stanno i francesi…  Sì, ma uno dice: il debito composto non conta niente… Un  altro analizza i dati e dice si ma dovremmo avere delle basi di rilevamento omogeneo…. e un altro ancora dice eh, la Merkel! mica tiene presente che nel debito pubblico la Germania, stato federale, o gli Usa, non tengono conto dei debiti dei singoli stati…. perchè altrimenti…

soffoco! Non  capisco niente, ma mi accorgo che non sono il solo. Mi consola tutto ciò? Mica tanto… sfogliando le varie sortite del nostro governo tecnico mi rendo conto che neanche loro ci capiscono molto…. fanno affermazioni che i fatti smentiscono con una velocità pazzesca… mentre oggi “il differenziale” tra bund e cct non è più un problema drammatico anche se gira attorno ai 450 punti…mi pare evidente, del tutto evidente, che navighiamo in cattive acque… tutta l’economia naviga in cattive acque.

Non io, ma qualche studioso, fa presente, con parole decisamente più tecniche delle mie, che in questa situazione saranno i piccoli a pagare di più… i grandi paesi scaricheranno la loro crisi, per quanto possibile, sugli stati più piccoli, i ricchi scaricheranno i loro problemi sui più poveri. le banche sui loro clienti più deboli… e’ un mondo senza fantasia, una storia sempre uguale…. già vista! E’ una lezione che non vogliamo imparare.

Basta, mi dico. E’ come rigirare il coltello nella ferita… sono anni che mi ripeto queste cose  con  la speranza che non sia così, che qualcuno smentisca le mie ansie… che sia solo il mio catastrofismo a “vedere” il disastro prossimo venturo…

La vita scorre da un altra parte…. non certo dalla parte della Borsa. Non certo dalla parte del “mercato”…