sogno di una notte di mezza estate

Più che un sogno è una specie di incubo!

Con l’età, però, ho imparato a “gestire” questi miei risvegli improvvisi. Ne prendo atto ed agisco perchè sarebbe inutile far finta di nulla…. La sensazione del risveglio improvviso, saranno le tre di notte, è legata ad una netta sensazione: stiamo perdendo il contatto con chi acquista la nostra cassetta.

La  mia è una sintesi che non ammette repliche. Non mi lamento per questo. Reputo “fisiologico” un certo andamento con qualcuno che trova il servizio inadeguato, o che ha problemi suoi di orario o che non è soddisfatta dei prodotti… Ma quello che mi sfugge, quello che mi mette a “disagio” è il silenzio con cui chi non ordina la cassetta, ci lascia.

Questo “silenzio” mi pesa come pesa l’indifferenza… nessuno mi è indifferente e nemmeno io vorrei essere semplicemente indifferente. Posso essere in disaccordo, posso tifare per una squadra o per un altra, posso anche fare a meno di tifare e basta…. ma, indifferente? non grazie!

Ecco. Questo  mi spinge a scrivere una lettere che è un forse una provocazione, ma il cui scopo è proprio quello  di ottenere una specie di riscontro della  soddisfazione del cliente.  E’  anche un tentativo di affermare qualcosa.

A questa lettera molti hanno risposto. E devo dire che questo è stato molto, molto bello, per me!

Hanno risposto anche molte persone che da tempo non prendono la cassetta.

Alcune osservazioni sono facilmente risolvibili. Si tratta di organizzare il nostro servizio in modo più consono cercando di migliorare e di dare maggiori opportunità a chi desidera ricevere la cassetta sia in termini di “formato” che di giorni di consegna.

Altre osservazioni, invece, riguardano la varietà dei nostri prodotti.  alcuni dicono: buona qualità, ma sempre le stesse cose! Ecco… qua è necessario aprire un dibattito serio: abbiamo a che fare con il clima, le modificazioni del territorio la vocazione dello stesso.

Ricevo almeno due volte alla settimana il prezziario all’ingrosso de “Il Tamiso”  che è l’unico grossista di biologico del Veneto.

non lo pubblico per correttezza. A caso mi capita sottomano il listino del 23 marzo 2010. Degli oltre 40 tipi di verdure riportate e listino solo 5 hanno provenienza da veneto…. tutto il resto arriva da Abruzzo, Puglia, Campania, Sicilia.

Il 23 marzo di origine veneta c’erano: porro, cappuccio, broccolo, lattuga gentile spinaccio…. se andate a vedere quello che mettevamo in cassetta all’epoca potrete notare che non ci stavano molte differenze…. e non parlo di prezzi perchè all’epoca quasi  tutto il nostro prodotto veniva da là… (detta tutta: abbiamo lavorato  gratis et amor Dei…)

Poi ci sono sempre stati prodotti quali: melanzane, pomodori, zucchine, ecc… tutti bio certificati e proprio belli a vedersi… melanzana a euro 2,7 al kg, pomodoro datterino 3,50 , zucchina 2,70…. parlo di prezzi all’ingrosso….

La natura ha una sua “logica” . Per quel pochissimo che ne so escludo che i pomodori datterino, tanto buoni e pregiati, siano maturati al sole di sicilia… Così come dubito per la melanzana… e anche l’insalata gentile, che risulta prodotta in veneto (e che anch’io ho messo nella cassetta) non è nata in campo, ma dentro una serra riscaldata e da una azienda bio che produce quasi esclusivamente gentile…..

Però la logica del biologico, così impostata, mi sa tanto di “mercato”.  Dal mio punto di vista io vorrei far conoscere o ricordare quella che è la “realtà” della produzione agricola… Poi se uno vuole mangiarsi i peperoni a dicembre è liberissimo di farlo… Ma è un altra storia rispetto a quello che avviene nel nostro territorio.

Da mesi “discutiamo” se “provare” a coltivare del grano duro antico dalle nostre parti… A me personalmnete la cosa piacerebbe tantissimo, ma storicamente da noi il grano duro non dava grossi risultati… troppa umidità…

Ultimamente anche grosse aziende alimentari  (leggi Sgambaro) hanno seminato grano duro (ma di quello ibridato secondo le moderne tecniche) dalle parti del sandonatese… di alcune annate di dice bene. Alcune “voci” dicono che alcune annate sono andate comunque male…. ma dietro a prezzo infimo del grano non pare certo questo il problema.

Noi amiamo sperimentare e proveremo!

ma quasi sempre la “storia” del territorio ha un suo preciso motivo di essere.

Mi sto dilungando.

Resta il fatto che ho colto, da molte risposte, un effettivo interessamento a quello che cerchiamo di fare. E questo, sia chiaro, è in  definitiva, il vero interesse che ci muove.

Grazie a tutti.