conservare

Nel bel mezzo di un agosto calduccio ci siamo trovati in una particolare crisi congiuturale.  Parlo  di “borsa”, ma non quella che ci assilla con le sue performance quotidiane (anche voi non riuscite a chiudere occhio a causa delle fibrillazioni del mercato?). LA borsa di cui parlo è quella della spesa. O meglio: io parlo della nostra cassetta di verdura. Ricomincio.

Nel bel mezzo di un agosto calduccio ci siamo ritrovati con tanta verdura e pochi clienti. Come sempre agosto è un periodo strano. (non a caso chi scrive questo post è nato in agosto…)

Che fare delle eccedenze di verdura? la cosa più ovvia: mettere via. Il primo a riempirsi è stato il surgelatore che come ogni anno viene sistematicamente stivato di ogni ortaggio che starà là intoccato fino a quando, il prossimo anno, dovremmo rimettere nuova verdura in eccedenza. E’ un classico. Quand’è che ci accorgiamo di avre un intero cassetto del surgelatore pieno di fagioli? Nel momento in cui abbiamo quanche chilo di fagioli in più da mettere via e questo succede, appunto, verso agosto. Ma questo sono problemi personali.

Il primo grande problema di “conservazione” ci arriva con i pomodori da salsa…  Nonostante che i pomodori li abbandoniamo al loro destino senza alcuna cura, senza alcun trattamento, senza alcuna assistenza nemmeno psicologica, questi riescono ugualmente a crescere e ad arrivare a maturazione.

E comincia il periodo delle passate di pomodoro che anche se fatte in piena canicola estiva hanno sempre uno strano retrogusto che rimanda a nebbie e frescure.

Dopo aver abbontantemente soddisfatto il nostro fabbisogno familiare, abbiamo deciso di fare passate per metterle in “vendita”. passate con solo pomodoro senza aggiunta di nulla.. Passate a mano, con ore e ore di macinino.. fino a quando Marilena mi ha prestato una macchina elettrica che i un attimo fa quello che io faccio in ore…  incredibile!

Poi  mi sono allargato: Salse! E’ una sorta di evoluzione naturale. Se hai fatto una buona passata ti viene da aggiungere un po’ d’aglio, un po’ di basilico, un po’ di origano è il gioco è fatto. Sìccome tutto quello che serve è nella nostra piena disponibilità, non  vedo ostacoli. Sterilizzare vasi e vasetti, bollire pomodori, infasare. sminuzzare, assaggiare… fare assaggiare. sembra un gioco infantile (e un po’ lo è).

PErchè poi non allargarsi e passare alle ncoserve di zucchine, melanzane, fagiolini ed altro?

Qua il gioco si ingarbuglia perchè le cose “importanti ” sono la sicurezza alimentare. Inevitabile passare per la bollitura in aceto che aumenta il PH delle verdure ed evita l’insorgenza di brutte sorprese. Su una cosa non ho dubbi: io uso sempre e solo olio extra vergine di oliva. LA qualità  dell’olio è fondamentale. Ma si può stare certi che una volta consumata la verdura l’olio che resta fa sempre ottimi servizi nel condire insalate, paste o che altro…

Il lavoro di “conservazione”è piuttosto impegnativo. PRenddiamo ad esempio le zucchine: una volta raccolte dal campo ti ritrovi la sera a lavarle, tagliarle in senso longitudinale e poi togliere la parte centrale, quella dei semi che anche se ancora molto piccoli, danno una specie di spugnosità alla zucchina… e quindi via tutto. Poi si tagliano a fettine di un  centimetro circa di spessore e si mettono dentro uno scolapasta mescolandole con sale marino integrale

Dopo un dodici ore e passa le zucchine devono essere immerse in vino e aceto per pochi minuti… due massimo tre.

Una volta scolate fanno asciugate bene e poi invasate. Io aggiungo aglio ed origano e devo dire che il risultato mi sembra soddisfacente…

Ah, adesso stiamo facendo marmellate succhi di mele.. Marmellate di meleee? mai sentite… mai viste! eppure in vita mia non ho mai mangiato tanto marmettate come adesso… boh!?