ferragosto

Ferragosto. Leggo su wikipedia che la festività di ferragosto fu istituita da Ottaviano Augusto nel 18 a.c. “per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli.” Eccolo là, il solito politico di turno  che non avendo mai preso in mano una zappa va ad inventarsi “la fine” dei lavori agricoli…

In realtà in campagna è  un periodo molto denso di attività e, più modestamente, per chi si occupa di ortaggi è il periodo che oltre a raccogliere le verdure  estive è anche il momento di fare l’orto d’ inverno.

E qua cominciano le dolenti note. Porri, radicchi, biete, indivie, cavolacee varie… dovresti stare sempre in orto a lavorare… altro che ferragosto! Perchè oltre che semine e trapianti devi darti da fare con l’innaffiare, il tagliare erba, lo zappare, il raccogliere… è tutt’uno. Mi lamento? Certo! come dicono sempre i miei amici ortolani “il brutto del lavoro è che la terra è bassa!”

Ora, se uno dovesse appellarsi alle origini della festa di ferragosto, che dovrebbe festeggiare dovrebbero essere proprio i contadini, ma non è così. In questo periodo constato che in ferie ci sta un mucchio di gente… (compreso che non dovrebbe….ma questo è un altro discorso) e fatalmente è anche il periodo che l’orto è piuttosto generoso di prodotti… succede così che, tra restrizione del numero di clienti e incremento produttivo  il “differenziale” tra la domanda e l’offerta indica un incremento di surplus produttivo (qua a noi quelli di Wall Street ci fanno un baffo!) e una conseguente ………. un momento. Se alla fine di una giornata le melanzane raccolte superano la richiesta ( e già qualcuno ci dice: per piacere, niente melanzane… o niente questo o quello perchè ho ancora quello della settimana scorsa…) allora che fare dell’eccedenza? ma la risposta è semplice ed è dentro di voi! (e non è nemmeno sbagliata!)

Si applica il vecchio principio del nullasicrea, nullasidistrigge, tuttositrasforma! ed ecco qua che posso dare sfogo ad una delle mie segrete ambizioni. Darmi alla trasformazione e conservazione dei prodotti dell’orto!!! Bellissimo!

Un po’ di casi lo si fa comunque con verdure a lavare, tagliare,  salare, vasetti che vanno lavati e sterilizzati, salse che si consumano sul fuoco, altre che vanno fatte così ed altre ancora colì… e poi tutto va preparato, etichettato,  controllato, assaggiato… fatto degustare agli amici per sentire critiche, ottenere suggerimenti e restare soddisfatti per i complimenti ricevuti.

però è una soddisfazione lavorare con i  pomodoro che hai piantato, raccolto (grazie a Ludo e Giò) pulito preparato (grazie a Paola e Ludo) e poi passato cucinato invasato…. Made in italy? macchè made in italy… made in Noale-Italy.  E così i sottolii di zucchine, di fagiolini di melanzane e le ricette che via via andiamo perfezionando e che, devo dire, non sono niente male!

Di sicuro anche quest’inverno riusciremo a non morire di fame..

buon ferragosto a tutti!!!!!!!!!!!