fare finta di “pomi”

L’espressione “fare finta di pomi” sta ad indicare una tipica espressione che si assume di fronte ad un problema “sostanziale” che, appunto, si evita anche solo di prendere in considerazione. Ossia si assume un aria di indifferenza e di assenza di coinvolgimento che ci lascia scorrere sopra le cose come se non ci riguardassero.

Mi ricorda il motto scritto sulla facciata del palazzo Ca’ Vendramin Calergi sul Canal Grande di Venezia:

“NON NOBIS DOMINE”

che starebbe a significare “non a noi Signore” e riprende il verso iniziale di un salmo che continua dicendo: “ma al Tuo nome da gloria”. Motto che vorrebbe rimandare al concetto di umiltà già caro ai templari, ma che stampato sulla facciata di uno dei più ricchi palazzi rinascimentali che si affacciano sul veneziano Canal Grande  a me, che un po’ malizioso lo sono, sembra un ironico gesto scaramantico. Fin da ragazzino, (io ho “fatto” latino fin dalle medie, tanto per dire che sono una persona anziana…) ho sempre pensato che quella invocazione fosse un “tirarsi fuori” dalle disgrazie… Se proprio devi mandare la peste, o la tormenta o una qualsiasi disgrazia, fa un piacere, non a noi o Signore, non a noi…

Certo, la mia lettura è infantile e ci potrebbe stare dentro anche una bella interpretazione psicoanalitica sulla quale, ovviamente, sorvolo.

Eppure continuo a vedere che l’atteggiamento prevalente è quello, davanti ad una possibile tragedia, di “sperare” che la cosa non capiti a noi…”nonnobisdomine”… Cioè passiamo da un atteggiamento attivo ad uno passivo restando immobili, sperando che la tragedia inevitabile non colpisca noi ma ricada su qualcun altro…

Questi pensieri, piuttosto contorti e confusi, mi sono passati per la testa mentre stavo parlando di mele con un piccolo produttore e assieme stavamo scartando le mele bacate…e lui “porconava” contro il mercato, che pretende le mele perfette…

Intanto che ascoltavo le giaculatorie del mio interlocutore, stavo pensando a cosa scrivere e alla differenza tra la mela imperfetta e quella perfetta.  Nella patria delle mele perfette succede anche che qualcuno si preoccupi (http://www.ruralpini.it/Inforegioni14.01.10.htm) e si chieda che cosa ne è di tutti i pesticidi   i diserbanti   e i conservanti che vengono irrorati sulle splendide mele della Val di Non. Così alcuni cittadini, costituitisi in Comitato, si sono visti costretti ad autofinanziare una analisi sulle urine per riscontrare la presenza di pesticidi e non solo…

Ma mentre l’oggetto d’indagine viene fatta sull’ uomo  e vediamo la presenza di pesticidi dentro il nostro corpo non vediamo invece l’incidenza della contaminazione sulla terra e sull’ambiente…. Che cosa significa tutto questo?

Cioè non prendiamo in considerazione l’elemento fondamentale dell’inquinamento che è ben più subdolo di quello che ci aspetteremo e del quale non conosciamo bene gli effetti nel tempo lungo. Tanto per capirci l’analisi delle urine evidenzia quello che viene espulso da nostro corpo, ma non sappiamo quali conseguenze si verificano nel nostro corpo e di come e cosa succede nella nostra macchina chimica. Così come non sappiamo come e con quali “trasformazioni” le sostanze contaminanti che abbiamo diffuse nell’ambiente modifichino e entrino nella nostra catena alimentare... ma anche in quella legata all’aria, alla penetrazione della luce, alla modificazione dell’ambiente ..insomma cogliamo soltanto una piccola parte del fenomeno e già c’è da preoccuparsi…

Non bastano gli allarmi e lo stracciarsi le vesti. Da parte di tutti, noi compresi, c’è l’obbligo di conoscere ed essere informati. Cioè non possiamo solo “far finta di pomi”. ma dobbiamo assumere la consapevolezza di cosa e come succede e dobbiamo acquisire la consapevolezza di vivere dentro una emergenza che continuamente facciamo finta di non vedere.

anche quando ci facciamo un “ombra” di prosecco diamo una mano a peggiorare il mondo…. e non c’è da stare allegri…

però possiamo sempre elevare la nostra invocazione… nonnobisdomine…nonnobisdomine…nonnobisdomine che a bene vendere diventa un mantra…