Il viaggiatore dell’infinito

“il contadino nel suo campo è un viaggiatore dell’infinito, vede passare le costellazoni nel cielo e le stagioni sulla terra, succedersi il caldo ed il freddo, la pioggia e i venti, si muove immerso in un intensa vita comunitara a cui partecipano le pietre. gli insetti, gli uccelli e le piante, i grandi animali, l’erba, l’acqua, l’aria, il sole, la luna, il suolo, le stelle più lontane e tutti quelli che lo hanno preceduto sullo stesso posto e che adesso hanno mescolato la loro carne alla polvere della terra. Tutto l’universo è presente e parla nel suo campo e nel suo carpo, legato al suo spirito con un filo speciale con cui la felicità è annodata all’eternità.

Su questa trama di intensissimi messaggi, il contadino tesse ogni giorno le sue opere d’arte. Non esistono le ore di lavoro e il tempo libero: partecipare alla danza dell’universo è l’essenza della libertà”

Così Giannozzo Pucci nella prefazione del libro ” Agricoltura è disegnare il cielo” Autori Vari  edito dal Libreria Editrice Fiorentina

Questa visione è del tutto opposta a quella dell’agricoltura tecnologica di oggi. Poca mano d’opera. Grandi macchine. “agricoltura di precisione” il contadino ridotto a puro salariato senza alcuna conoscenza che segue i dettami della “scheda tecnica” : tot trattamenti di diserbo, tot quantità di concime, tot antifermentanti… tanta chimica… niente luna e cielo. E l’universo si restringe nella desertificazione della terra…