bollettino 25 marzo 2010

La biodiversità è sicuramente un valore.  Ma sempre più difficile è trovare l’elemento primo di questo concetto, più volte ribadito anche dalla normativa comunitaria, ma sempre disatteso nella pratica.  Cioè è difficile ritrovare le diferse qualità di semi che una volta prosperavano ed erano patrimonio culturale del contadino.

Oggi si va in qualche consorzio e si acquista la busta di semi rigorosamente ibridati e che garantiscono la miglio produttività.

Le caratteristiche del terreno non sono un problema… se quel determinato prodotto non viene bene, basta aggiugere alla terra l’elemento “mancante”. Questo avviene anche nel nostro piccolo, PErfino chi ti vende la bustina di semi per l’isalata dell’orto è in grado di dirti cosa aggiungere alla terra per far sì che la tua verdura sia più bella e sana ( attenzione, si parla di “sana” in senso visivo ossia d bell’aspetto senza imperfezioni) . La salute della  verdura è un altra cosa.  LA salute della verdura è data dalla buona qualità della terra… più la terra è rispettata è più i prodotti sono sani. Se la terra è invece trattata come un semplice “medium” un supporto ai prodotti chimici che si utilizzano, allora, con ogni probabilità siamo davanti ad un prodotto bello, ma non sano.

Il radicchio che sta oggi nella cassetta non è bello. Ha passato tutto l’inverno al freddo, poi nel giro di pochi giorni è esploso … ha sentito l’aria di primavera. E’ comunque sano, croccante, Si può mangiare sia crudo (il cuore) che cotto.

LE arance di questa cassetta sono navelline. Non è quello che volevo perchè prediligo di gran lunga i tarocco, i moro, le sanguinelle. LE arance Navel, come ho già scritto in un bollettino precedente, sono una selezione abbastanza recente. Ma purtroppo questo era quanto stava al mercato del biologico. In attesa di nuove forniture attualmnte in viaggio, sarà necessario accontentarsi.