comunicare

In questa estate torrida mi è parso quasi indispensabile aumentare il livello di comunicazione con chi pazientemente segue questo blog.

Passando la giornata sotto il sole e rigorosamente senza cappello, le  sinapsi del mio cervello sono diventate incandescenti come l’asfalto dell’autostrada.  E hanno fatto questo strano legame… mentre io mi convincevo che questo “caldo” fosse sempre di più l’effetto palese ed evidente delle modificazioni climatiche frutto dello “sviluppo” dell’attività produttiva dell’uomo, dall’altro mi convincevo che chi abita in città o non lavora direttamente sulla terra con piante ed acqua, non potesse rendersi conto veramente di come stessero le cose…

Il consumo del territorio lo vediamo tutti ed è palese. Ma i possibili effetti di un qualcosa che si avvicina drammaticamente alla “carestia” non si colgono il modo così evidente. Ecco quindi l’idea di raccontare, magari visivamente, cosa significa la modificazione climatica nella realtà… posso dire che quest’ anno l’acqua del Marzenego è di molto calata… ma ha un altro sapore far vedere un rigagnolo d’acqua da cui si attinge per irrigare, raschiando letteralmente il fondo. E diverso è mostrare i campi di soia e quelli di mais che progressivamente ingialliscono a luglio e completamente seccano a metà agosto. Far vedere come i fagioli o i fagiolini soffrono l’eccesso di sole e non fanno fiori… e quello che nasce è scarso e brutto… un conto è parlarne e un conto è vedere.

Insomma, quello che sarà il ritornello dei post che via via vado scrivendo o che vado filmando sarà l’invito a tutti di cominciare a svoltare. Cambiare. Cambiare il proprio stile di vita, da adesso, da subito.

“Cambia vita prima che la vita cambia te” si potrebbe dire, parafrasando un noto detto di Corrado Guzzanti.

Sono anche convinto che non è sufficiente il nostro sforzo. Non basta cambiare stile di vita perchè, nel complesso dei grandi numeri del mondo, la nostra conversione al minor spreco e alla limitazione della nostra impronta ecologica sia del tutto trascurabile. PErò il nostro sforzo è un atto di presa di coscienza necessario ed indispensabile per iniziare un cambiamento dal basso. E’ inutile  tuonare contro l’inquinamento  e la CO2  e poi nutrirsi a base di carni bovine, consumare 80 litro d’acqua potabile ogni giorno (media dei paesi avanzati come il nostro)  e muoversi in automobile anche per andare a comprare le sigarette… (ma come, non avete ancora smesso di fumare?)

Ma poi il discorso si fa lungo ed abbraccia i “valori” fondanti della nostra società. E’ una società che sappiamo essere basata sui consumi… Tolta la “gioia” del consumo è una società abbastanza squallida e piuttosto avvilente. Possiamo comprare un vestito al giorno, un profumo alla settimana, un CD ogni tre giorni, uno stereo nuovo all’anno e un telefonino ogni sei mesi. Possiamo cambiare macchina ogni due anni e andare al ristorante tre volte alla settimana.. se questi sono gli elementi fondanti della propria vita beh, francamente….     Ma se solo abbiamo un po’ di coscienza di come stanno andando le cose nel mondo. forse è il caso che ognuno si assuma, anche nel piccolo, le proprie responsabilità. Forse, da questo punto di vista. il mondo può riservare delle vere sorprese e farci scoprire cose decisamente migliori del gusto dello sperpero…