dal satellite.

L’orto . Se cliccate sopra la parola potete vedere come appare l’orto dal satellite. A parte i due orti sinergici chiaramente visibili grazie alla loro forma a spirale (che all’occhio inesperto potrebbe sembrare un intervento “marziano” ) il resto sembra un qualcosa di incolto e di indeterminato….Non riesco a capire l’epoca in cui è stata fatta la foto satellitare… sembrerebbe primavera perchè l’erba e di un bel verde intenso mentre alcuni campi tendenti al grigio verde mi fanno pensare alla prima nascita di erbe attorno alle semine…

In quel grigio verde dei campi visti dall’ alto si consuma il mio tormento.  La mia immagine ideale vista dal satellite sarebbe quella di precisi filari, facilmente riconoscibili, dove si dovrebbe distinguere esattamente la pianta dello spinacio da quella del cavolo, quella dell’insalata da quella della fragola e quella del pomodoro da quella del peperone. Tra una pianta e l’altra nemmeno l’ombra di un filo d’erba a turbare l’armonia perfetta dell’ordine cosmico rappresentata della mamma di tutti gli orti…

La realtà è che a malapena riesco a tenere un minimo di ordine andando a zappare lungo i filari invisibili dal satellite. Zappo lungo i filari di verdure per cercare di controllare le erbe infestanti. Non è detto che ci riesca. Venerdì scorso, dopo aver zappato per quattro ore quattro attorno al piselli ho guardato il mio lavoro è sono rimasto sconcertato…. visivamente tutto sembrava comunque pieno di erbe….tra filare e filare, secondo anche le buone pratiche in agricoltura, lascio che le infestanti crescano comunque. Mi limito a cimarle con un sapiente colpo di zappa perchè non prendano il sopravvento sulla parte coltivata…. LA crescita dell’erba combatte l’erosione del terreno, mantiene più a lungo l’umidità e favorisce lo scambio naturale degli elementi e la formazione dello strato di humus…. ma che cavolo! a me piacerebbe vedere un qualche ordine.

In realtà continuamente si prospetta la storia che non sia necessario arare o muovere la terra per poter coltivare… Anche l’agricoltura convenzionale, quella fatta di chimica, anticrittogamici, concime sintetico, trattori da sballo, semi ibrido se non proprio ancora ogm, e via dicendo, in qualche mo.do avanza l’idea che sia possibile coltivare senza ricorrere all’aratura. Cito ad esempio “agricoltura notizie“. dove si prospetta la semina diretta. Ovviamente si procede con l’uso di diserbante, ma si prospetta chiaramente la possibilità di coltivare i cereali senza prima arare il terreno.

Lascio perdere. Lascio da parte anche le mie fisime estetiche sulla presenza o meno delle erbe…..ho un problema vero… le cime delle piantine di fave sono infestate dai pidocchi. Questi sono problemi seri.  Appena venerdi me ne sono accorto sono subito corso ai ripari mettendo a macerare le ortiche dentro un secchio d’acqua… mentre digito alla tastiere queste parole sento  gli indici delle mie mani piuttosto sensibilizzati ancora dal fatto di aver furbescamente cimato le ortiche senza usare i guanti….

Ora, dopo la pioggia di sabato e domenica, procederò ad irrorare le piantine del macerato sperando che i maledetti parassiti se ne vadano con le buone. In caso contrario rafforzerò l’intervento… forse con olio di neen,, forse col napalm… (a volte esagero).

E’ dall’inizio di marzo che abbiamo provato a seminare in appositi contenitori tutta una serie di piante per poterle poi trapiantare. Sono nate, ma sono particolarmente stentate… porca miseria… ci chiediamo come facciano nelle serre. Poi sono quindici giorni fa abbiamo deciso si fare il semenzaio in piena terra… Tra i due orti sinergici abbiamo creato la nostra “incubatrice”… terra ben sminuzzata, un po’ di stallatico e un bel po’ di torba per rendere il terreno più umido e soffice…. un successo! le piantine nate in piena terra sono già più grandi di quelle seminate almeno un mese prima nei contenitori..

bene! ora abbandono l’attività di cronico (il cronico è un cronista attempato) e vado a fare strage di pidocchi, afidi, lepidotteri, ragnetti, mosche zanzare api bruchi vermi liocorni sparvieri elefanti tigri e arvicole.