bollettino n.7

19 novembre 2009

siamo arrivati a metà novembre ma il tempo non lo sa ancora.. Aspettiamo il freddo. Per il radicchio trevigiano, quello tardivo, è necessario.

Oggi devo “relazionare” su alcune scelte che stiamo facendo. Oltre ad aver seminato quasi un ettaro a orzo con seme nno conciato e autoprodotto, come riferito in un precedente bollettino, abbiamo seminato alcuni metri quadrati con grano e con segale. I semi arrivano da lontano grazie a Fabio e non sono semi “ibridati”. Cioè, nel nostro piccolo, stiamo avviando quella attività di “sperimentazione” con cui vorremmo in parte caratterizzare l’orto di via di Spagnolo. Stiamo cercando, cioè di selezionare specie e qualità di prodotti che dovrebbero via via adattarsi al terreno e lavorare in “sinergia” con esso senza bisogno di grandi interventi di concimazione, di diserbanti, di fitotrattamenti che incidano negativamente sul nostro prodotto.

Successivamente, durante l’inverno, provvederemo a mettere lungo i bordi dell’ orto delle siepi e degli alberi da frutto.

Se osservate la campagna in questi giorni, vi accorgerete che in molti campi si è proceduto a “girare” la terra. E’ una aratura spesso profonda che presuppone una necessaria concimazione pesante del terreno. Questa metodologia oggi viene ritenuta errata perchè di fatto impoverisce il terreno. E’ un lungo discorso, ma che purtroppo è vero… la fertilità dei terreni sta drammaticamente calando.

Fare una coltivazione rispettosa dell’ambiente e della natura presuppone, invece, di ricreare quelle condizioni che consentano la formazione dell’humus che dovrebbe occupare i primi 15 centimetri di terreno. Vangare profondamente significa diluire l’humus ed indebolire la capacità produttiva della terra… da qua l’uso incredibile di fertilizzanti chimici.

Va bene. Noi abbiamo preso un altra strada. Più lenta e sicuramente meno “produttiva”.

Per quanto riguarda l’uso di fertilizzanti noi cercheremo di trovare del concime di mucca, ma sappiamo che sarà molto difficile trovare letame proveniente da bovini che non siano imbottiti di antibiotici e di altri prodotti chimici nocivi.

In alternativa utilizzeremo la “leonardite” che non è altro che un humus oramai fossilizzato. Antiche foreste nate e sparite prima dell’esistenza dell’uomo ammenderanno i nostri poveri terreni…

Che storia!

Dietro un piccolo orto ci sta un mondo di avventure, esperienze, notizie che mai avrei sospettato.

Ed eccoci anche noi trasformati in sperimentatori. L’idea di trovare dei semi non trattati e non ibridati e che diano buoni risultati nei nostri terreni, la dice lunga su quella che è una nostra “ambizione” mica tanto segreta: arrivare a produrre cose di qualità non solo dal punto di vista del “sapore” ma anche del “sapere”. Ma non solo, ovviamente. Il nostro sforzo tende a migliorare la qualità del cibo e la sua salubrità.

Poi vai in campo, e i finocchi non sono proprio belli come vorremmo. Speriamo almeno che siano buoni. MA lo saranno di certo!

Certo. dopo averli assaggiati devo dire che i nostri finocchi sono i migliori del mondo… In casa sostengono che sarebbero meglio cotti….

Dunque… potremmo dare una bollita a nostri finocchi, un cinque minuto massimo…. poi scolarli e tagliarli a quarti.

metterli in un pirofila. sale e olio extra vergine di oliva. in una tazza mescolate una due cucchiai di pane grattato e tre di parmigiano anch’esso amorevolmente gratuggiato… cospargete i finocchi con questa mistura e mettete in forno a 200 gradi per un 10 – 15 minuti.. Se soffrite di depressione al posto dell’olio mettete burro… (questa non l’ho capita neanche io).

Abbiamo avuto molto richieste di patate. Come noto noi abbiamo esaurito la nostra produzione da un bel po’ di tempo. Abbiamo chiesto alla cooperativa l’Incontro di Castelfranco se avevano patate biologiche. Anche loro sono senza. Cercheremo ancora.

PEr chi volesse cimentarsi nella preparazione di gnocchi di zucca trova la ricetta sulla destra della home page del blog “notizie dall’orto”

Se qualche amica/o ha da segnalare ricette o correttivi o che altro, lo faccia senza indugio.

buona giornata