e se non ci fosse sviluppo?

Il vecchio Presidente della Repubblica è sempre più “interventista” nelle cose del governo. Mi sembra abbiano ragione i sostenitori della tesi che questo è un governo del Presidente. Va be’, può essere, ma a questo punto non vedo problema. Gira e volta mi pare che la questione, al di là delle problematiche costituzionali che oramai sono lontanissime dalla mia sensibilità, sia riducibile alla sola domanda: e allora, questo sviluppo arriva o non arriva?

E’ quello che Napolitano sembra chiedere impellentemente al Prof .Monti… insomma, basta parlare ogni giorno di sviluppo…metti in piedi qualcosa di concreto!.

E il Monti, da par suo, ci intrattiene in una dottorale dissertazione sulla necessità dello sviluppo… Appunto! Flessibilità del lavoro, flessibilità in entrata, flessibilità in uscita. E poi? poi si vedrà! intanto tasse a piena mani su tutto quello che respira,… e se respira a stento, giù! altre tasse.

Ma mentre si parla in continuazione di sviluppo succede che siamo entrati in recessione.

Dove e come ci possiamo sviluppare? Sul mercato? siamo in grado di essere competitivi sul mercato manifatturiero? non scherziamo. Qua o siamo capaci di produrre cose di altissima qualità tali da evitare la concorrenza di Cina India Brasile Corea o che altro, oppure non c’è storia. Difficilmente riusciremo a combinare qualcosa con la Panda… o con la produzione di abbigliamento da quattro soldi…

e di che sviluppo parliamo? parliamo di edilizia? ancora? e dove costruiamo se le case sono tante e disabitate, se il mercato non tira, se la casa è un bene ipertassato, se a forza di costruire abbiamo pure rovinato l’unica risorsa che effettivamente avevamo e che si chiama territorio?

ma la Germania cresce… e perchè non possiamo crescere anche noi? ecco, appunto. La Germania cresce proprio perchè il resto d’Europa non cresce.. se crescessimo anche noi, la Germania non potrebbe crescere come sta crescendo ora… tutto questo si chiama mercato. o concorrenza o che cavolo vogliamo… Sta di fatto che questo sviluppo è puramente una chimera, un sogno, un concetto astratto e indefinito.

Non so bene perchè me ne esco con queste considerazioni, ma è come se sentissi impellente il bisogno di dire che no, non potete prenderci in giro con parole vuote.  Tutta la prosopopea, la sapienza e la saccenza di Monti e dei professori non mi commuove e anzi mi insinua il dubbio ambletico: ma questi ci sono o ci fanno? Ma questi ci credono davvero a quello che dicono? Parrebbe di sì. e questo mi preoccupa enormemente.

Cì sta qualche forza politica, qualche politico che prende coscienza della realtà e ci dà una qualche prospettiva concreta?

Il disegno di un modello di politica che ci dica cosa e come sta combiando la nostra vita e come possiamo noi provare ad incidere per fare sì che la nostra vita cambi in senso positivo, magari con meno merce inutile e con più consapevolezza e felicità?

E se scoprissimo che forse è meglio considerare la terra non un bene da sfruttare per fini commerciali, speculativi e edificatori, ma un bene da tutelare, da assecondare nel rispetto del suo equilibrio e da coltivare con riconoscenza e con gioia?