ferragosto

Se proprio vogliamo essere patetici (ma sarebbe il caso di parlare rigorosamente al singolare) questo è il momento… ecco, un ferragosto tutto solo… io in campo a lavorare e tutti gli altri in giro per il mondo a divertirsi…

Me povero, me misero. In  realtà è stato un giorno del tutto normale..in gran parte dedicato a smaltire la quantità di verdura prodotta e non utilizzata perchè, perfino i nostri affezionati clienti, hanno fatto manca e si sono buttati nella mischia di questo rito festaiolo del ferragosto…. Ora, facciamo le persone serie! C’è la crisi, la borsa galleggia verso le parti basse della classifica, la produzione segna un buon x% di calo che fa godere i sostenitori della decrescita ma fa vedere i sorci verdi ai sostenitori della crescita, il PIL cala che rischia di cadere in una fase di anoressia, il tempo non è più quello di una volta…E, dimenticavo, non ci sono più le mezze stagioni…

Ora in questa situazione sarebbe opportuno che i nostri affezionati clienti se ne stessero tranquilli a casa loro  e prendessero regolarmente la cassetta, come ha ordinato il dottore… una cassetta alla settimana libera in medico di torno.. che non fa rima, ma fa bene uguale. E invece no… via tutti, come farfalle impazzite, come cefali al tramonto….e io, che faccio di tutta sta roba? ecco come ci si passa il ferragosto al tempo della crisi! facendo conserve!!!! salse, sughi, sottolii…Se in questo momento entrasse in casa Paola, sarebbe un bel guaio… pentole  che gorgogliano sul fuoco, taglieri e coltelli che vanno da soli come in un cartone animato di Walt Disney , barattoli e tappi che invadono tavoli e verdura che sta proprio ovunque sulle sedie, sulle poltrone, sui divani…. melanzane comodamente spaparanzate dovunque, peperoni impilati in file di cassette…. zucchine… e ovunque pomodori in tutti i colori del rosso….

ecco… questo potrebbe essere i quadro dell’orto…. ed invece no. L’orto in questi giorni ha proprio cambiato fisionomia: file di radicchio, file di porri, file di cavoli di tutti i tipi…. si sta disegnando l’orto d’ inverno proprio ora che tutto parla d’estate… E’ così. Coltivare è una specie di gioco di anticipazioni… come nella moda, appena inizia la primavera si presentano le collezioni per il prossimo autunno…

però, ragazzi, che secco!!!! questo si che è brutalmente preoccupante. Secco che  anche a mezzo metro sotto terra non trovi un segno di umidità… e perfino io, che odio il mais e tutto quello che rappresenta (con la sola eccezione di qualche pannocchia destinata a diventare polenta per gli umani) sono in qualche modo rattristato a vedere boccheggiare queste povere piante oramai  secche e grigie.