mala tempora – bollettino del 4 marzo 2010

Il tempo quest’anno è particolarmente ingrato.

Non c’è verso. Sarebbe tempo di piantare piselli, cipolle, aglio, biete prezzemolo e poi, si potrebbe anche rischiare una qualche lattuga… ma se va avanti così, non c’è storia.

La prossima settimana, comunque ci troveremo in campo per tracciare almeno i capisaldi di quello che sarà la parte di orto sinergico.

Intanto la cassetta di questa settimana prevede carciofi, cavolo cappuccio, radicchio di treviso, arance, mele, patate rosse. LE patate sono diverse. Provengono dal una azienda biologica del modenese. Dovrebbero essere più salde delle precedenti. Più adatte ad una cottura in padella o al forno piuttoasto che ad essere lessate.

I carciofi provengono da una azienda bio della Sardegna. A mio parere sono molto buoni. Attenzione a chi dovesse trovarsi dei piccoli carciofini sul gambo… sono piuttosto amari anche se piacevoli per chi non disprezza i sapori forti… per esempio in un recente convegno

I cavoli. Sicuramente la verdura migliore come prevenzione di tutti i mali, comprese le degenerazioni tumorali, sono i cavoli. Non lo dico io, che poco ne so, ma riporto un concetto ribadito più volte della medicina, non solo quella definita “alternativa”, ma oramai anche da quella ufficiale. Andate, per esempio a leggere l’ articolo del Corriere della Sera da cui traggo questa frase:

“….o sono emersi anche alcuni nuovi “antidoti” al cancro. Come i cavoli e i broccoli. A suggerire questa particolare prevenzione e’ Silvio Garattini, direttore dell’ Istituto “Mario Negri”, che ha parlato dei farmaci oggi allo studio. Una particolare linea di ricerca si chiama “chemio prevenzione” e riguarda proprio certe sostanze chimiche contenute nelle crucifere (la famiglia del cavolo). “Sostanze che . ha detto Garattini . favorirebbero la produzione nell’ organismo di enzimi anti cancerogeni.”

Ma non solo. Chi assume con una qualche costanza cavoli e cavolacee, ha una maggiore resistenza alle influenze…. Se invece che spendere tutto quello che si è speso per comprare vaccini mai usati, si fosse fatta una buona campagna pubblicitaria a favore del cavolo, si sarebbero fatti meno danni e si sarebbe diffusa una ottima pratica alimentare…