storia di broccoli e di burocrazia.

Esiste un broccolo  brevettato dall’ufficio europeo del brevetti.

Questo vuol dire che il broccolo Beneforté è di proprietà di un qualcuno e che solo lui ha il diritto di commercializzarlo e venderlo.E’ una vecchia ambizione di molte imprese quelle di prendere un prodotto e  di averne il monopolio. Per esempio, negli anni 80′ Raul Gardini cercò, attraverso la grande azienda agricola del suocero di prendere l’intero monopolio della soia.  LA Kamut, sempre negli anni 80′ trovò l’idea splendida di legare il seme del grano duro (molto diffuso nel sud del bacino mediterraneo) ad un nome particolare. Nasce così il Kamut che molti identificano come una specie di cereale particolare a sè stante.  LE ambizioni delle grandi multinaz<ionali legate al mondo alimentare e della produzione primaria, poi, lavorano alle ibridazioni e alle modificazioni genetiche per sottomettere il mercato al loro monopolio. Pensa che bello poter dire che un seme, da sempre conservato in una azienda agricola e di anno in anno utilizzato per produrre determinati frutti, nno appartiene più a quella azienda ma è della ditta tal dei tali perchè questa lo ha brevettato! Il sogno di tutti i monopolisti! brevettare quello che apparitene a tutti, come l’aria, l’acqua, la terra, i semi…

La storia del broccolo Benefortè ha il suo prologo nel lungo processo di unificazione della comunità europea.

Una delle primi provvedimenti, risalente ancora agli anni ’70, che la CEE (allora era ancora “comunità economica  europea”) prende riguarda l’individuazione dei tipi di piante commerciabilizzabili nell’ambito della comunità.

Avvengono due fenomeni particolari e entrambi nefasti: da un lato vengono dichiarate non conformi, perchè non bene identificate e “sostenute”, alcune varietà di ortaggi e di cereali che facevano da sempre parte del patrimonio alimentare delle popolazioni europee, specie quelle, come l’Italia, con una maggiore differenziazione. Oggi, per fortuna,  l’Europa difende la biodiversità, ma l’Europa stessa è stata una grande distruttrice, in quegli anni, di biodiversità! Il secondo effetto nefasto è stato quello di impedire la libera circolazione delle sementi perchè le ditte sementiere hanno imposto che la commercializione dei semi spetta solo a loro e a quelle ditte che espressamente fanno il mestiere di produrre e commercializzare i semi. Per assurdo oggi è illegittimo scambiare semi tra aziende agricole perchè è una sorta di concorrenza sleale…

Insomma io sarei abbastanza propenso alla pirateria sementiera!

Troniamo al nostro broccolo.

Nei fatidici anni ’70 questo broccolo, che è una specie selvatica siciliana, viene escluso dagli elenchi della CEE e non è commercializzabile. Ecco qua… poi trent’anni dopo, una società inglese si imbatte in questo broccolo selvatico e scopre che ha grandi qualità di antiossidante ed antitumorale… (come tutte le cavolacee, ma le concentrazioni di glucorafamina sono maggiori che nelle altre crucifere). Dunque  la Mark & Spencer prende questo broccolo, lo incrocia semplicemente con qualità di broccolo un po’ più “dolce” di sapore per renderlo più gradevole, e poi lo fa brevettare!

Oggi sa Mark & Spencer lo vende nei supermercati inglesi con un grande campagna pubblicitaria e il suo prezzo e tre volte quello dei suoi fratelli broccoli.

L’ufficio brevetti europeo ha fatto una grande cavolata perchè il broccolo Benefortè non è un opera dell’igegno unamo, ma è un opera della natura e non è bello che qualcuno si appropri di beni di natura spacciandoli per propri…